Nascosta nel cuore del Quartiere Latino, nel 5me arrondisment, c’è la rue du Chat-Qui-Pêche: una via piccolissima, la più stretta di Parigi (29 metri di lunghezza per 1,57 di larghezza), che collega rue de la Huchette a quai Saint-Michel.

Non ha pregi particolari, se non le dimensioni ridottissime e questo nome intrigante, che risale al XIX secolo, quando le strade non portavano il nome di personaggi più o meno famosi e per trovarle ci si riferiva a particolarità architettoniche o alla loro posizione o a insegne; ed è stata proprio un’insegna rappresentante un gatto nell’atto di catturare un pesce, posta sul muro all’angolo con la rue de la Huchette, a dare il nome a questa piccolissima via.

Rue du Chat-qui-Pêche (Charles Marville 1868)

La prima volta che la vidi, qualche anno fa era impreziosita da un bel murales firmato Nemo, in cui si vedeva un gatto con la canna da pesca ed un uomo con l’ombrello che lo riparava dalla pioggia; purtroppo il murales è stato prima danneggiato e poi definitivamente cancellato, ora sono rimasti graffiti senza valore e un vago olezzo di orina.

Nulla da vedere quindi, ma, non so perché, questo vicolo mi chiama ogni volta che torno a Parigi; forse perché, se chiudo gli occhi, mi sembra di sentire il dolce suono della tromba di Chet Baker, o il suono sensuale e disperato del sax di Gato Barbieri, entrambi frequentatori del cabaret di Madame Ricard, un’eroina della Resistenza Francese, situato all’angolo del vicolo con rue de la Huchette e il cui nome era, indovinate un po’ “Le Chat Qui Pêche”. Purtroppo, come il murales di Nemo, anche questo locale non esiste più, è stato chiuso attorno al 1970; è rimasto, sull’altro lato di rue de la Huchette le Caveau de la Huchette, bello non c’è che dire, ma tutto un altro stile rispetto al piccolo e fumoso localino di Mme Ricard.

A Parigi è così: un vicolo stretto buio e puzzolente diventa la “macchina del tempo” e, in un attimo ci si può ritrovare nel 1955, appoggiati ad un angolo di strada,con un bicchiere di cognac in mano e una papier mais tra le labbra, mentre le note di Sad Walk dolcemente ti abbracciano.

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